Un ottimo esempio – white paper che sta spopolando giustamente su Internet poichè è sia d’attualità ma anche informativo è l’elenco delle tecnologie che utilizza l’Iran per censurare il Web. Parlare di libertà digitali è giusto poichè se esiste un Europa dove si lotta per mantenere tali libertà, esistono tuttavia tantissimi altri Stati dove tali libertà non esistono o vengono fortemente limitate, questo è il caso della Cina ma anche dell’Iran, che applicava inizialmente dei provvedimenti inefficaci. A distanza di un mese dai disordini di Piazza l’Iran ci riprova e aumenta la pressione online come testimonia il documento “The State Of Iranian Communication”, un whitepaper lungo ma approfondito che spiega i mezzi sfruttati in Iran per far tacere i dissidenti che intendono dimostrare tale dissenso via Internet.

Ma quali sono le tecnologie adottate dall’Iran per bloccare i “dissidenti di Internet” ? Per chi non volesse leggersi il whitepaper (http://iranarchive.openmsl.net/SoIC-1.21.pdf) sappiate che in Iran si pratica innanzitutto una censura a indirizzi IP, blocco di un determinato tipo di traffico web, ispezione dei pacchetti TCP a livello di header, Packet Content Filtering ma anche la Deep Packet Inspection, l’analisi semantica del traffico web.

Come dimostra il presente, le mosse dell’Iran si rivelano maggiormente efficaci ma il finale del whitepaper è che ad esempio nulla è impossibile da aggirare come ad esempio il Firewall Iraniano, occorre solamene una quantità maggiore di lavoro…

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